Errori dietetici

Abitudini viziate: Errori dietetici

La terapia intercettiva degli errori dietetici non può essere disgiunta dei principi che guidano la prevenzione ortodontica sullo stesso argomento.

Sul tipo e durata di allattamento esistono ancora numerose controversie, è comunque opinione di noi ortodontisti che l’allattamento naturale possieda numerosi ed insostituibili vantaggi. Tra questi lo sviluppo e la crescita dei mascellari, che si svolge in modo più armonico nel neonato allattato al seno materno rispetto a quello allattato artificialmente, in quanto l’assunzione del cibo avviene stimolando in modo fisiologico la muscolatura orofacciale. Durante l’allattamento naturale, a differenza di quanto accade durante quello artificiale con il biberon, il bambino è costretto a compiere un movimento muscolare complesso, energico ed esteso oltre che al distretto masticatorio vere proprio anche alle strutture circostanti. Questo lavoro muscolare è importante per lo sviluppo fisiologico dell’apparato stomatognatico, in particolare della mandibola che nel neonato si trova in posizione retrusa e di dimensioni relativamente ridotte. Nell’allattamento artificiale sarebbe consigliabile utilizzare tettarelle anatomiche. Queste riproducono la forma del capezzolo e del seno materno e sono quindi meno dannose di quelle tradizionali per quanto riguarda il fisiologico sviluppo dei mascellari.

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Dopo il 12º mese l’uso prolungato del biberon, rappresenta un fattore morfogenetico negativo per lo sviluppo dei mascellari della muscolatura orofacciale.

Non appena sarà possibile, ed in accordo con lo sviluppo della dentizione decidua, la consistenza delle sostanze alimentari dovrà aumentare.

Dall’età di 5-6 anni, l’alimentazione dovrà essere composta esclusivamente da cibi che offrano la possibilità di stimolare adeguatamente la muscolatura oro-facciale. I cibi dovranno avere una consistenza sempre maggiore per ragioni igieniche (migliore autodetersione delle superfici dentali e gengivali) e per un’azione di stimolo sul normale sviluppo osseo.

La composizione della dieta può essere considerata come una delle principali cause di riduzione dell’osso alveolare: quanto più essa è soffice, tanto minore è il carico sull’osso, tanto più si riduce la sua densità. Numerosi studi antropometrici hanno portato a concludere come le malocclusioni siano anomalie dell’uomo “urbanizzato” causate anche dalla diminuzione dello stress masticatorio caratteristica della dieta dell’uomo moderno.

Concludendo si può affermare che la terapia consiste nel modificare il regime alimentare cercando di spostare la scelta dei cibi verso quelli di maggiore consistenza in modo da esercitare maggiormente la muscolatura orofacciale durante la masticazione.

Tratto da Ortodonzia intercettiva D. Caprioglio

Abitudini viziate

Abitudini viziate

Sono considerate come abitudini viziate tutte quelle parafunzioni che possono condurre ad una dismorfosi, tuttavia esistono atteggiamenti posturali viziati che non appartengono allo stato della funzione ma a quello di riposo e che sono sensibilmente dannose nei confronti della morfogenesi cranio facciale.

Abitudini da succhiamento

Succhiamento del pollice ed altre dita

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 E’ ormai noto come il succhiamento delle dita possa determinare alterazioni dell’equilibrio della muscolatura  orofacciale e anomalie strutturali ossee e dentali di grado diverso. La suzione è comunque un’esigenza primaria  del bambino ed una fase naturale del suo sviluppo psichico-fisico. Da un punto di vista psichico il dito o il  succhiotto rappresentano un mezzo per diminuire la tensione, rilassarsi ed addormentarsi; per ricordare il  piacere che deriva dal contatto con la mamma, ed inoltre, per avere compagnia nei momenti in cui ha più  bisogno di essere rassicurato. La maggior parte di bambini sospende spontaneamente questa abitudine a circa  quattro anni di età, tuttavia, si è potuto osservare che oggi esiste una certa tendenza all’aumento del numero dei  soggetti che continuano a succhiare il dito fino al momento di recarsi a scuola. Noi ortodontisti crediamo che si  debba intercettare questa abitudine viziata abbastanza presto: prima dei quattro anni.

 Nella forma più comune, il pollice preme contro il palato e la mano è appoggiata sulla mandibola. I denti  anteriori sono spinti all’infuori formando così un morso aperto anteriore; la pressione della muscolatura  periorale nei settori laterali non è bilanciata da una adeguata pressione della lingua e causa la riduzione dei  diametri trasversi delle arcate dentali. I bambini che succhiano il dito possono quindi avere arcate dentarie  superiori ristrette con tendenza al morso incrociato monolaterale e deviazione funzionale della mandibola. Se durante il succhiamento, la mano o il braccio vengono a gravare sulla mandibola, questa assume una posizione arretrata che altera i normali rapporti tra osso mascellare e mandibolare determinando un’azione negativa anche sullo sviluppo dell’articolazione temporomandibolare.

Succhiamento di labbra guance lingua e corpi estranei.

Il succhiamento del labbro inferiore è una parafunzione che procura piacere.

Può provocare inclinazione vestibolare dell’incisivi superiori è lingualizzazione di quelli inferiori con conseguente morso aperto dento-alveolare. Sovente si trova associato all’ipertono del muscolo mentale “mento a palla di golf”. Il labbro inferiore si rinforza sempre più per iperdinamia e quello superiore diventa sempre più debole (ipodinamia).

Il mordicchiamento delle guance è riscontrabile più spesso dalla pubertà in avanti. L’atto di mordersi le guance rappresenta un disturbo di tipo nevrotico collegato tensioni dello stato psichico.

Il succhiamento della lingua è una parafunzione che avviene anche durante il giorno per fortuna con minore intensità frequenza e sonorità. Anche il succhiamento di corpi estranei per fortuna è meno frequente.

La terapia di elezione in questi casi è ortodontica e ha lo scopo di portare al ripristino dei normali rapporti dento-scheletrici. Si associano anche tecniche comportamentali ossia colloqui e incentivi; in casi particolari psicoterapia.

Articolo rielaborato da Ortodonzia Intercettiva D.Caprioglio