Odontoiatria infantile

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ODONTOIATRIA DEL BAMBINO
La  pedodonzia o odontoiatria pediatrica è  quella branca dell’odontoiatria che si occupa della cura e prevenzione della salute orale del bambino. La prima visita dal dentista deve avvenire molto precocemente, attorno ai  3 anni quando la dentatura decidua dovrebbe essere completa. E’ questo il momento ideale per la fluoroprofilassi, le sigillature, il controllo dell’igiene orale e l’indice di cariogenicità.

Intercettare abitudini viziate è uno degli aspetti più significativi ed interessanti della terapia ortodontica del bambino. Per conoscere gli aspetti della terapia intercettiva e delle abitudini viziate abbiamo creato della pagine apposite. Clicca su Terapia intercettiva e Abitudini viziate

FLUOROPROFILASSI
L’impiego delle gocce di fluoro rappresenta il metodo più efficace per la prevenzione della carie secondo l’OMS, ma le nuove linee guida della Società Italiana di Odontoiatria Infantile fanno una decisa retromarcia, sottolineando che per la prevenzione della carie va privilegiato l’impiego topico di fluoro, ovvero quello nei dentifrici. Non solo. Le concentrazioni di fluoro per uso topico, devono essere variabili e rapportate all’età e alla suscettibilità alla carie del singolo bambino: “I piccoli di solito, ingoiano il dentifricio ed è quindi importante per la loro salute che essi utilizzino un prodotto a basso contenuto di fluoro”. Le evidenze scientifiche inoltre suggeriscono che per una corretta prevenzione della salute dei denti, è opportuno cominciare le visite dal dentista già dai tre anni.

SIGILLATURA DEI SOLCHIsigillatura-dente
All’età di 6 anni circa cominciano ad erompere i primi molari permanenti.
Questi sono particolarmente a rischio di carie in quanto essendo denti giovani, sulla superficie masticatoria hanno dei solchi particolarmente accentuati, nei quali è più difficile la rimozione del cibo, soprattutto perché praticata da una mano “poco esperta”.
S’interviene con la sigillatura riempiendo i solchi del molare con una resina composita che permette al cibo di scivolare sulla superficie del dente ed ottenere una migliore detersione.
Questa manovra preventiva è totalmente indolore, non richiede anestesia ed utilizza una tecnica additiva ossia il dente rimane totalmente integro.
Nei piccoli pazienti particolarmente cariorecettivi, la sigillatura è consigliata anche per i molaretti da latte.

TRAUMI DENTALI
I traumi dentali più frequenti nei bambini si verificano a carico dei denti anteriori e consistono essenzialmente in fratture, lussazioni ed avulsioni.

FRATTURE
Le fratture possono interessare i denti decidui o  permanenti  e possono avvenire a vari livelli a carico della corona o della radice di un elemento dentale.
Di solito le fratture coronali dei denti decidui non danneggiano il germe del permanente sottostante; le fratture radicolari invece dei decidui, se complicate da danni a carico dell’osso alveolare, possono avere conseguenze patologiche sull’eruzione successiva del permanente.
A causa delle difficoltà tecniche di solito non viene utilizzato il frammento del dente deciduo fratturato, per cui è inutile affannarsi a cercarlo nel luogo dell’incidente. Il trattamento immediato consiste nel tamponare l’eventuale sanguinamento, tranquillizzare il bambino e portarlo presso un centro odontoiatrico dove verranno effettuate le cure immediate e programmate le eventuali terapie successive
Nel caso invece di fratture a carico di un incisivo permanente, il frammento coronale può essere utile per una ricostruzione temporanea. Infatti oggi le tecniche conservative permettono di reincollare il frammento o comunque di ricostruire l’elemento dentale in maniera perfetta. Qualora si riesca a recuperare è bene conservare il frammento dentario in soluzione fisiologica o latte.
Anche le fratture a carico dei permanenti possono essere complicate da infrazioni alveolari e lacerazioni dei tessuti molli. Il trattamento immediato consiste anche in questo caso nel tamponare l’eventuale sanguinamento e rivolgersi poi ad un centro odontoiatrico il prima possibile. Infatti se la frattura è a livello pulpare dopo breve tempo potrebbe insorgere dolore acuto (pulpite) per  cui  è bene intervenire con le cure adeguate in tempi brevissimi.
Un qualificato intervento dentistico precoce ha notevoli effetti sulla prognosi, anche a lunga scadenza.

LUSSAZIONE
Per lussazione si intende la dislocazione dell’elemento dentale dalla sua posizione fisiologica.
La lussazione può essere estrusiva se il dente viene dislocato parzialmente fuori dal suo alveolo, cioè il dente appare più “lungo”; intrusiva se il dente viene dislocato profondamente nell’osso alveolare, il dente appare più “corto”; laterale se il dente viene dislocato verso l’interno o l’esterno della cavità orale.
La terapia consiste nel riposizionamento manuale del dente e se necessario nello splintaggio ortodontico, cioè il bloccaggio del dente con quelli vicini con un apparecchio ortodontico che può anche spostare il dente, riposizionandolo correttamente.
Il danno a carico del dente permanente sottostante, qualora la lussazione riguardi un dente deciduo, dipende ovviamente dalla direzione che assume il dente che subisce la lussazione.

AVULSIONE
Nell’avulsione il dente viene completamente espulso dall’alveolo.
Quest’evenienza, non particolarmente grave nel caso di un dente deciduo, ha ovviamente un grande impatto nel caso si tratti di un dente permanente.
L’intervento immediato dei soccorritori è determinante, perché condiziona le successive terapie odontoiatriche.
Se possibile bisogna recuperare il dente avulso ed immergerlo in soluzione fisiologica o latte, oppure conservarlo nella cavità orale.
E’ importante che durante questa manovra il dente non venga deterso per non rimuovere dalla radice le fibre parodontali. Non si deve infatti strofinare la radice del dente nè si deve sciacquare con acqua.
Bisogna quindi recarsi al più presto (entro 1 ora massimo) presso un centro odontoiatrico. Se le condizioni sono state rispettate spesso si può eseguire il reimpianto del dente (reinserimento del dente nel suo alveolo) e lo splintaggio ortodontico con notevoli benefici per la prognosi. La possibilità di reimpiantare un elemento dentario avulso è condizionata da molti fattori e tra questi il “fattore tempo” è fondamentale.

Chirurgia Orale

La Chirurgia orale comprende tutte le operazioni chirurgiche effettuate nel cavo orale.
Sicuramente il più comune atto chirurgico è l’estrazione di denti o radici che può essere semplice quando il dente/ radice è completamente erotto,  ossia previa anestesia, il dentista con l’uso di leve, lussa il dente alloggiato nel suo alveolo e con l’aiuto di pinze rimuove il dente/radice dalla cavità orale.
Si parla di estrazione complessa nel caso in cui bisogna allestire un lembo per estrarre il dente.
Questo capita soprattutto nel caso in cui il dente è incluso nell’osso parzialmente o totalmente.

DENTE DEL GIUDIZIO

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Per denti del giudizio si intendono gli ultimi quattro denti molari che occupano l’ultima posizione nell’arco dentale, sono gli ultimi ad erompere, generalmente compaiono tra i 17º ed i 25º anno di età e sono chiamati anche ottavi.
Il decorso post-operatorio dopo un intervento di routine è in genere rapido. Gonfiori e perdite di sangue sono possibili per diverse ore dopo l’intervento. Se la perdita è moderata, è da considerarsi normale durante il primo giorno dopo l’estrazione. In questi casi il paziente può mordere su una garza o su un fazzoletto di stoffa. Fazzoletti di carta o ovatta sono da considerarsi come soluzioni di emergenza perché rischiano di lasciare tracce che si attaccano alla ferita e che possono causarne la riapertura quando vengono rimossi. È inoltre vantaggioso inumidire leggermente la garza o il fazzoletto. In caso di difficoltà, per facilitare la cicatrizzazione della ferita si consigliano spesso impacchi di ghiaccio, mentre sono sconsigliati cibi caldi, sigarette, caffè ed alcool, come anche risciacqui energici o troppo numerosi o farmaci antiaggreganti come l’aspirina.

ASPORTAZIONI DI CISTI DEL CAVO ORALE
Le Cisti dei Mascellari sono lesioni formate da una cavità piena di liquido, che si sviluppano dall’attivazione di residui epiteliali rimasti all’interno delle ossa mascellari fin dallo sviluppo embrionale o di origine infiammatoria. Le Cisti dei Mascellari , nel tempo, aumentano di volume, usurando lentamente ed inesorabilmente il tessuto osseo circostante, fino alla completa osteolisi delle corticali e possibili deformazioni del volto.

ASPORTAZIONI DI NEOFORMAZIONI
Esistono una serie di fattori che, sicuramente, possono favorire l’insorgenza di queste lesioni e sono rappresentati da: Fumo e Alcool, ferite provocate da denti non curati, cariati, fratturati, protesi dentarie incongrue, particolari malattie delle gengive e la presenza di lesioni orali definite pre-cancerose.
Il trattamento chirurgico delle neoformazioni è necessariamente seguito da Esame Istologico.

CHIRURGIA PREPROTESICA
È una serie di procedure chirurgiche atte a rigenerare o innestare osso nei casi complessi di atrofia delle ossa mascellari, determinati da cause traumatiche o neoplastiche, allo scopo di facilitare la protesizzazione in quel distretto buccale.
Un esempio può essere il rialzo del seno mascellare
Il seno mascellare è una cavità all’interno del mascellare superiore, rivestita di mucosa, piena d’aria, in comunicazione col naso e posizionata al di sopra delle radici dei molari e premolari superiori.  Quando tra la cresta alveolare e il pavimento del seno mascellare non vi è sufficiente altezza per il posizionamento di un impianto, è possibile sollevare la membrana mucosa del seno e inserire nello spazio creato dei bio-materiali che nel giro di alcuni mesi favoriranno la formazione di nuovo osso. Ciò viene fatto attraverso una piccola botola sulla parete laterale che permette il sollevamento e il riempimento.